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Velocità su strada. Grammatica della pista.

Un SUV compatto che traduce il linguaggio formale della Formula 1 in un oggetto di uso quotidiano, senza perdere nulla lungo la strada.



Esiste un linguaggio visivo specifico per le piste. Prese d'aria che tagliano i pannelli della carrozzeria, splitter anteriori che raschiano l'asfalto, superfici che non si limitano a coprire ma gestiscono il flusso d'aria . Per anni questo linguaggio è rimasto confinato al di fuori delle piste. Questo progetto le oltrepassa.

Il concept nasce da una domanda precisa: cosa succederebbe se un aerodinamico di Formula 1 e un designer di interni di lusso si sedessero allo stesso tavolo per progettare un SUV compatto? La risposta è questa carrozzeria bordeaux metallizzata con inserti in fibra di carbonio: un oggetto che non sceglie tra prestazioni e raffinatezza, perché nel motorsport questa scelta non esiste.


"Le linee della Formula 1 non sono un ornamento. Sono la fisica applicata. Portarle su strada significa rispettarle completamente."


L'AERODINAMICA COME FORMA

Il frontale è il manifesto del progetto. Lo splitter tripartito in fibra di carbonio a vista non è un richiamo stilistico, bensì funzionale: convoglia l'aria sotto il telaio per ridurre la portanza alle alte velocità. I gruppi ottici a LED allungati, con la loro geometria triangolare, richiamano le alette direzionali delle moderne monoposto: ogni superficie è angolata con precisione, non per estetica, ma per deviare il flusso d'aria.

Le fiancate sono caratterizzate da minigonne laterali in fibra di carbonio che sigillano il canale d'aria laterale, esattamente come sui pianali piatti delle auto da corsa di alta gamma. Il tetto, anch'esso in carbonio, scende con una linea affusolata da fastback che riduce la resistenza aerodinamica senza sacrificare lo spazio per la testa dei passeggeri posteriori. Ogni scelta formale ha una duplice valenza: estetica e ingegneristica.


IL COLORE COME SCELTA TECNICA

Il bordeaux scelto per questa livrea non è un colore qualsiasi. Si tratta di una finitura metallizzata a doppio strato che cambia tonalità a seconda della luce: fredda e quasi prugna all'ombra, calda e quasi ramata sotto il fascio dei fari. Un comportamento cromatico tipico dei materiali da competizione, dove ogni superficie è pensata per essere apprezzata in movimento, non da ferma.

L'abbinamento con la fibra di carbonio a vista non crea un contrasto, bensì una continuità di tonalità. L'intreccio scuro delle fibre richiama le venature del profondo bordeaux, dando vita a una coerenza materica che percorre l'intera lunghezza della vettura, dallo splitter anteriore al diffusore posteriore.



INTERNI E ABITABILITÀ

Attraverso i finestrini laterali si intravedono i sedili avvolgenti con poggiatesta integrati: la stessa filosofia della sedia ergonomica da lavoro, applicata a un sedile di guida ad alto carico laterale. L'abitacolo mantiene proporzioni generose nonostante la linea di cintura alta: la compattezza esterna non si traduce in compromessi interni, perché il design non deve mai scegliere tra forma e funzione .



Questo concetto rappresenta il mio approccio al design: ogni elemento visibile ha una ragione tecnica, ogni soluzione tecnica ha dignità estetica. Dal motorsport all'architettura, dalla sedia al pannello della carrozzeria, il metodo è sempre lo stesso. La forma non segue la funzione. La forma è funzione.


 
 
 

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